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Estratto RICOMINCIO DA ME

 

Ero seduta in una stanza con pareti bianche verniciate da poco, un paio di quadri con cornice di legno scheggiato appesi alle mie spalle, sedie di acero pesanti occupate da poche persone che non avevo mai visto prima. Un uomo leggeva una rivista, una signora rovistava nervosamente nella sua borsa in cerca di una caramella, un’altra, più anziana, sembrava quasi addormentata con la testa canuta appoggiata sullo schienale.

La luce del neon era talmente forte da non riuscire quasi a tenere gli occhi aperti.

Tutto era calmo e silenzioso.

Ad un tratto una porta si aprì piano piano e udii una voce di donna chiamare il mio nome.

Mi alzai quasi a rallentatore e con aria titubante entrai.

Era uno studio medico: c’era un lettino coperto dal rotolo di carta bianca, una scrivania piena di carte, una finestra senza tende che permetteva di entrare la luce quasi abbagliante del sole. Tutto era così rilassante e altrettanto silenzioso.

Una donna sui cinquant’anni, in camice bianco, capelli corti appena messi in piega dalla parrucchiera, occhiali da vista che anche se ingrandivano gli occhi, non mostravano alcuna ruga, con catenella dorata legata alle astine, una gonna nera a tubino che si intravedeva sotto il camice.

In silenzio prese una lastra. C’era il disegno di un cervello e in contrasto un’enorme macchia nera.

Lo sguardo del medico si fece serio.

«Mi dispiace ma dalla lastra abbiamo constatato questa massa scura. È’ abbastanza grave ma comunque dobbiamo prima approfondire con delle analisi più dettagliate» disse la donna guardandomi negli occhi.

Sentii il mio cuore rallentare ma ero paradossalmente calma.

La dottoressa prese una penna laser che proietta la luce e me la mise davanti agli occhi e pian piano la spostò verso sinistra e verso destra.

Lo sguardo della donna cambiò di colpo e diventò allora più ombroso.

Fu allora che mi sentii mancare il fiato e con un filo di voce dissi: «I miei occhi non hanno seguito la luce?»

«No» fu la risposta secca e cupa.

«Guuuuueeeee» il pianto di mio figlio mi fece trasalire e mi ritrovai nel mio letto.

Era un sogno.

Si.

Solamente un sogno.

 

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By Secret_ed_00

 

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