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Estratto TU O IO?

Mi avvicinai lentamente e bisbigliai «Scusa posso sedermi?» indicando con l’indice la sedia vuota.
Si voltò e lo riconobbi subito: era il ragazzo di prima.
«Ancora tu!» tuonò «Che palle! Dai passa» disse alzandosi e rimanendo però in piedi tra la sedia e il banco. Ma come cavolo facevo a passare in quello spazio così stretto? Non mi aveva vista? Tra borsa, piumone oversize e pancia, mi sentivo larga come una di quelle autostrade che attraversano Madrid, quattro corsie per ogni direzione.
Mi fissò, notando che non mi ero ancora mossa.
«Ma sei imbalsamata? Hai qualche problema agli arti? La lezione di scienze dove si vivisezionano i morti la danno in aula magna. Se ti sbrighi fai ancora in tempo.» disse sollevando un ghigno sulle labbra carnose.
Strabuzzai gli occhi, risistemai gli occhiali sul naso e rimasi ancora più attonita.
«C’è qualche problema là in fondo?» chiese il professore interrompendo la lezione e guardandoci in cagnesco.

 

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